extraordinary girl

[.join the cute blonde brigade.]
sabato, 05 luglio 2008

hate will get you everytime

e così ti siedi per terra e guardi superga come hai fatto tante e tante volte. e metti i puntini sulle i. e fumi una sigaretta e ti chieid perchè. ma lo sai perchè.
quello che spero è che tu non lo sappia quanto male mi stai facendo. che tu non te ne renda conto, perso nel tuo solito egoismo paranoide che non ti giustifica ma almeno in qualche modo rientra nello z-style. ma se tu anche solo lontanamente lo sai, e lo fai lo stesso perchè pensi che io abbia chissà quali cazzo di peccati da scontare, allora fai che dirmelo, perchè giuro che in quel caso non voglio vedere la tua faccia mai più.
a collect call from JessicaBenton alle ore 09:54 | commenti
venerdì, 04 luglio 2008

schizofrenia mode on

facebook è il nuovo myspace. myspace era il nuovo emotional flashback. io sono l'unica stronza che riesce ad avere sempre un account dappertutto con sempre gli stessi amici e le stessa cagate. ma io non voglio più amici. o forse sì?
gente che ti insegue brandendo il senso di colpa come una spada. oh, ma vaffanculo.
perchè non gliel'hai detto? perchè no. è sempre la solita storia. scusa, ma se tanto devi passare per stronza lo stesso. sì ma sai a me che me ne fotte, alla fine. io ho il mio voodoo heart. o meglio, ce l'avrò fra poco. poco pochissimo.
fosse tutto facile come su facebook. che ti regalo un care bear, perchè you show you care with a care bear e nessuno si sognerà mai di dirti che non era abbastanza, o ti mando un calipop per salvare il pianeta dal global warming. nella vita vera per salvare il pianeta dal global warming non accendi il ventilatore e stai sudata. meglio spedire Lee Chee.
la verità è che a volte sto male. perchè mi viene questa sensazione stronza per cui mi sembra che appena smetto di adempiere ad un ruolo qualunque, tutti si sentiranno in diritto di farmene una colpa. allora sorridi, perdona, consola, rassicura. diverti.
sembra che siano tutti amici di tutti. poi vedi le cose come stanno e sai che dietro a quegli avatar ci sono storie malatissime di gente che si odia per motivi tipo montecchi/capuleti le cui origini ormai si perdono nel magma infinito del tempo, distorte dal lui ha detto lei ha fatto, robe sanguinose da faida terronissima. poi però sei amico taggato vicino di scheda con 11896475 friends in common who might attend at both your funerals if you ever get murdered.
la verità è che la maggior parte della gente non ha capito un cazzo di me, perchè non gliene è mai importato. eccola che salta fuori la giovane werthera. ma è così. avete visto tutti quello che via andava di vedere e basta. ma io non posso farci niente, non più. perchè? because i don't care what it takes my friend, i will never go hungry, go hungry again.
fate quello che volete, ma non rompetemi più il cazzo, perchè non sono più disposta a tollerarlo.
a collect call from JessicaBenton alle ore 10:31 | commenti (2)
martedì, 01 luglio 2008

waste me my friend

e poi sei sempre qui. qui dove stai sempre. in negozio, intendo. ma anche in altri luoghi interiori che faresti meglio a chiudere.
quel che forse nessuno sa è che non sono di gomma.
quello che forse tutti sanno è che io capisco perfettamente le ragioni degli altri.
quello che però dovrebbe chiudere il sillogismo è che io capisco perfettamente, ma non sono di gomma.
è che forse preferirei non capire. preferirei pensare che sono tutti una manica di stronzi e oh povera me.
però poi. come dice la mia little twin.. TROPPOFACILE ABBBELLLI!!! e lo dice proprio così. attaccato e maiuscolo. e quando io leggo queste cose le voglio un bene, che guarda.
io non ho bisogno di niente altro. tutto quello che mi serve ce l'ho già. ho dogtag kawaii newyorchesi propiziatorie. ho argento che tiene lontani i lupi mannari. ho finestre sul cortile dove senti gente che scopa. io non sono una persona fragile. io non sono una povera stronza che ha bisogno che gli altri la capiscano.
anche perchè chi di dovere mi capisce lo stesso.
certo che a volte mi viene da dirlo. o forse dovrei stamparlo su una maglietta.
tipo, fronte: i'm not a gummy bear.
retro: anyway, i don't give a fuck.
a collect call from JessicaBenton alle ore 16:44 | commenti (1)
venerdì, 27 giugno 2008

now i've made my bed i'll lie in it

hai voluto la bicicletta? pedala fino alle 11 di sera in questo caldo atroce.
la verità è che non ho voglia di niente. vorrei che fosse ancora ieri sera al fresco sotto il portico con ale, andre, paola e frà. a parlare di scoiattoli assassini e di grandi cose della vita e poi dipende che cazzo ne so, ti piace scaccolarti o sei un pedofilo? discorsi per alte menti bacate. tutto al gusto di san simone con ale che spara cubetti di ghiaccio dappertutto e poi si asciuga le mani addosso a te. e tu le dici, scusa ma asciugatele sui jeans. e lei che dice, va beh dai non posso asciugarmele addosso a te?
e poi tornate insieme a nanna nella casa della gatta vogliosa e c'è il bacino della buonanotte  e la manina durante la notte che si stringe con amore. e tu pensi che alla fine. comunque vada. hai una mano da stringere per sempre.
e oggi ti destreggi in piccole noie, piccole sfighe, piccoli scazzi, piccole incomprensioni. è proprio necessario? evidentemente.
hai voluto la bicicletta? e mo pedala, baby.
a collect call from JessicaBenton alle ore 14:44 | commenti (2)
sabato, 21 giugno 2008

thank you india

grazie per la coca light.
grazie per le amiche svampe.
grazie per la vespa.
grazie per le all star.
grazie per l'ossigeno a 40 volumi.
grazie per rouge passion di chanel.
grazie per la musica.
grazie perchè ha smesso di piovere
grazie per le notti che ormai non finiscono più.
grazie per le cose che non dimentico.
grazie per le cose che non mi aspetto.
grazie per sally.
e forse alla fine di questa "triste storia" qualcuno troverà il coraggio per affrontare i sensi di colpa e cancellarli da questo viaggio.
e delle sagge parole, della paura o del rimpianto a me non me ne fotte un cazzo. almeno finchè è di nuovo saturday night.
a collect call from JessicaBenton alle ore 17:08 | commenti (2)
venerdì, 20 giugno 2008

runaway

oggi non ho molto tempo per un cazzo, me questa me la voglio ricordare.
stanotte ho sognato che cambiavo nome e identità. ma senza motivo particolare. avevo capelli corti azzurri e lenti a contatto bianche e mi chiamavo eva. e correvo. correvo un casino. come lola corre. un mix tra parkour e un videogioco. scappavo.  ma non per paura. perchè non volevo più che nessuno mi trovasse. volevo essere irraggiungibile, intoccabile. e correvo per le strade di torino, sui cavalcavia, sui palazzi, sulle rotaie. ed era fighissimo perchè nessuno poteva fermarmi.
che cazzo mi racconti stavolta dottor freud?
a collect call from JessicaBenton alle ore 14:49 | commenti (4)
giovedì, 12 giugno 2008

there was a time when i was so brokenhearted

erano giorni gusto struggimento quelli in cui camminavo lungo il cavalcavia di corso regina tornando a casa e pensavo a Lui che non potevo avere.
erano serate gusto stupidera quelle in cui cenavamo a casa mia con insalata russa e biscotti american cookies e poi ci truccavamo ore e ore e poi uscivamo per andare all'hiroshima e io giudavo la uno tronando i marciapiedi (anche adesso) perchè non avevo pazienza per aspettare che il vetro si sbrinasse e via alla cieca in mezzo alla nebbia.
la cosa bella è che le cose erano semplicemente quelle. che le guardavi e le riconoscevi e sapevi raccontarle e dirne il gusto.
la cosa bella è che era un mondo infinito e possibile. e tutto era gravissimo e tutto era leggerissimo e tutto era tuttissimo.
era bello essere giovani giovani, porc dieu.
a collect call from JessicaBenton alle ore 14:12 | commenti (6)
martedì, 03 giugno 2008

always love

io amo

le giornate di cui vedo l'alba e il tramonto.
il long island ice tea.
svegliarmi col sole.
dire una parola che non ha senso per nessuno tranne che per me e altre due persone al mondo.
leggere un libro figo spalmata nel letto e sapere che non c'è un cazzo d'altro da fare.
e trovare nei libri frasi come questa:

"Qual è il tuo animale totemico?"
"Il lupo. e il tuo?"
"Dee Dee Ramone".

Oggi non parlatemi di cose serie, pleaze.

a collect call from JessicaBenton alle ore 11:02 | commenti (4)
martedì, 27 maggio 2008

use once and destroy

ah che bello esser qui..in questa sera di fine maggio bella fresca e serena come un pomeriggio di novembre...
che cazzo mi metto a scrivere poi non lo so. mi accarezzo i lividi e guardo il cursore che lampeggia come a dirmi embè? cazzo hai da dire stavolta?
la verità? non ho niente da dire, vostro onore. ho già detto tutto e troppo e sempre con le parole sbagliate al momento sbagliato.
sì lo so che ti avevo promesso niente post strazianti, ma infatti non sarò straziante caro picio, sarò breve ed esaustiva e poi che cazzo vuoi? non si leggono i blog delle ex fidanzate.
che tu lo sai che la mia canzone preferita dei guns è sempre stata estranged. e che quando la ascolto ultimamente e dice "old at heart but i'm only 28 and i'm much too young to let love break my heart", mi sembra di essere io che parlo, e invece quando la ascoltavo che di anni ne avevo 13 l'idea che uno che ne aveva 28 potesse sentirsi troppo giovane mi sembrava assurda. era l'anno dell'esame di terza media ed era un maggio pieno di treni che mi passavano attraverso la finestra della stanzetta la sera mentre sognavo amori intensi per il futuro, possibilmente con axl rose, e invece ero io nella mia cameretta da portaerei del mobile e al massimo avevo limonato una volta con un tarro da scuola media incredibile che abitava in via borgaro.
e quando dice "with all the changin' seasons of my life, maybe i'll get it right next time". massì, la prossima volta. sono solo 28 anni che giuro che la prossima volta farò le cose meglio.
ma è soprattutto quando dice "and now that you've been broken down, got your head out of the clouds, you're back down on the ground, and you don't talk so loud, and you don't walk so proud anymore, and what for" mi vengo in mente io con tutte le mie stronzate glitter rosa che gioco a fare la svampa del west, e invece sono una qualunque anzi peggio che qualunque perchè sono pure wannabe. ed è come se la vita ogni tanto mi dicesse, ehm, scusa signorina, ma che cazzo fai? piscia più corto baby...
e poi il gran finalone con quel pezzo di sticchio di dizzy reed che si spippola tutta la tastiera per ore e ore (è quando nel video arrivano i delfini) con un'autoreferenzialità tutta anni 90, slash che si dà da fare a schitarrare come se ne andasse della sua vita e bam, la mazzata vocale finale che tu credevi lo strazio fosse finito e invece col cazzo....
"i'll never find anyone to replace you, guess i'll have to make it thru, this time, oh this time, without you" e già ti stai sentendo male ma il buon vecchio bill bailey non ha pietà di noi e ti rifila l'ultima mazzata..
"cos i knew the storm was gettin' closer, and all my friends said i was high, but everything we've ever known is here, i never wanted it to die".
niente da dire comunque, il culto della sofferenza come ce l'avevano una volta non esiste più, altro che quella piaga dell'emo, che al massimo soffrono perchè gli è venuta male la frangia a leccata di mucca, vuoi mettere la sofferenza virile del cowboy frocio (perchè axl era il cowboy frocio-prototipo ben prima di brokeback mountain, un membro del ku-klux-klan che si leva la maschera ed è priscilla la regina del deserto, i village people che curano la campagna elettorale degli agricoltori del minnesota, flanella e brillantini, smalto e jack daniels, ninnananna e sodomia...)?
e con questa perla di saggezza salutatemi sta cippa che mi sono rotta il cazzo di stare qui.

a collect call from JessicaBenton alle ore 21:09 | commenti (4)
giovedì, 22 maggio 2008

proprio quasi come

ci sono giorni in cui mi sento tipo come il protagonista di un libro di ammaniti. ma uno tipo graziano biglia o danilo aprea, mica rino zena.
o anche fantozzi. sveglia e caffè, barba e bidet.
saranno gli squilibri ormonali, la pioggia o venaria che notoriamente è il posto più bello che ci sia.
la verità è che sono stanca di essere me stessa. la verità è che mi sto sul culo. che mi guardo allo specchio e mi dico, cogliona, non fai ridere. la verità è che vorrei avere dieci anni in meno o almeno un miliardo di euro in più. vorrei essere una di quelle che quando dicono qualcosa la gente le prende sul serio. sono stufa di essere la buffona. sono stufa di essere sempre sempre sempre stupida.
vorrei essere coraggiosa e intensa e piena di talento.
brava che novità. invece tutti di solito vogliono essere dei mediocri senza scopo nè attrattive, vero?
mavvvaffanculo, bbbea!
a collect call from JessicaBenton alle ore 10:09 | commenti (7)

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